Serie A, i segnali negativi di Inzaghi e quelli positivi per Di Francesco

03/12/2018

Massimo Caputi   •   Storie Sportive

Non possiamo proprio lamentarci del gruppo determinato dall’urna di Dublino per i prossimi Europei itineranti del 2020.

Armenia, Finlandia, Liechtenstein, la Bosnia di Dzeko e Pjanic, così come la Grecia di Manolas, sono avversari da rispettare, ma da non temere. Il girone di qualificazione degli Europei che si apriranno all’Olimpico di Roma dovrà essere quello del nostro definitivo rilancio. La rifondazione sembra essere partita con il piede giusto. Attraverso un’idea di calcio e un gruppo di calciatori che anche in campionato sta confermando di possedere qualità confortanti.

E poi altri giovani talenti emergono a suon di gol e prestazioni. Su tutti Zaniolo e Cutrone, quest’ultimo simbolo di un Milan che seppur rimaneggiato è al 4° posto. I meriti del sorpasso rossonero ai danni della Lazio sono indiscussi, così come evidenti i demeriti della squadra di Inzaghi.

Il deludente pareggio con il Chievo, il terzo consecutivo, è un ulteriore campanello d’allarme per una squadra che ha smarrito il proprio carattere, oltre al gioco fluido di un tempo. Il meccanismo biancoceleste si è inceppato pericolosamente, così come il rapporto tra Lotito e Inzaghi.

Nonostante Rocchi, all’Olimpico si è assistito a una gran partita. Roma e Inter hanno regalato emozioni, gol e intensità, nel gioco e nella voglia di vincere. La squadra di Di Francesco ha giocato con carattere, compatta, senza disunirsi né arrendersi dopo il doppio svantaggio e gli evidenti errori arbitrali. La classifica è ancora deludente, ma la Roma ha dato segnali incoraggianti. Le qualità ci sono, basta dargli continuità.