La serie A va in vacanza lacerata da troppe polemiche

Il campionato va in letargo per tre settimane lasciandosi alle spalle ferite profonde. Buu razzisti, raid, morte, striscioni e, come se non bastasse, polemiche da Var.

Dopo il debordante fiume di parole, auguriamoci una concreta presa di coscienza delle autorità preposte affinché, una volta per tutte, vengano assunte misure concrete ed efficaci. Il calcio è vittima di violenza e razzismo perché è il miglior teatro e amplificatore possibile del malessere che vive la nostra società. Il calcio va aiutato e salvaguardato, al suo interno deve però combattere, storture, dichiarazioni e atteggiamenti, quelli sì, che possono incidere e fungere da pretesto alla violenza e alla protesta. Anche per questo, fatto salvo che sbagliare è umano, figuriamoci per gli arbitri, sarebbe cosa buona e giusta che i direttori di gara approfittassero della pausa per condividere una linea chiara e precisa su come utilizzare il Var, e come valutare i falli di mano in area di rigore.

Altrimenti non è più calcio, diventa un altro sport. Se la Juventus ha chiuso il girone d’andata con il record di punti, mentre Napoli e Inter hanno consolidato le loro posizioni, la lotta per l’ultimo posto Champions è più che mai serrata.

Sarà questo il tema più avvincente del girone di ritorno. La Lazio, contrariata dall’arbitraggio di Irrati, è quarta, ma insidiata da un folto numero di squadre. Rassicurata dal ritorno di Milinkovic, dovrà comunque guardarsi le spalle, conscia che la ripresa, affrontando Napoli e Juventus, sarà tutta in salita. Tra le aspiranti alla quarta piazza torna a candidarsi con prepotenza la Roma. Di Francesco sta ritrovando non solo risultati, ma prestazioni convincenti di squadra e singoli. Con il ritorno di alcuni protagonisti il futuro si delinea più roseo.

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